Il progetto “I diritti in natura” è stato promosso dal Club per l’Unesco di Cuneo, con il patrocinio del Comune di Demonte, dell’Unione Montana Valle Stura, dell’ATL e del Cespec di Cuneo, e realizzato grazie al contributo della Fondazione CRC.
Il sentiero tematico dedicato è stato curato da un gruppo di studenti del Liceo “Pellico-Peano”, del Liceo “De Amicis” e dell’Istituto “E. Bianchi” di Cuneo, insieme ai loro insegnanti, e il posizionamento della segnaletica e la manutenzione del sentiero è opera dell’Associazione Lou Viage.
L’idea centrale del progetto è una riflessione sui diritti umani presenti in natura, sviluppata valorizzando il sentiero escursionistico, già esistente, che collega Demonte alle rovine del Forte della Consolata. Prendersi cura del territorio significa, infatti, prendersi cura anche delle persone.
I ragazzi, coinvolti in un percorso di PCTO (percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento), hanno lavorato con passione per preparare questo cammino, segnalato da vari spunti informativi che invitano i passanti a riflettere sulla molteplicità di aspetti storici, naturali ed esperienziali che questo luogo ha da offrire.
Il progetto mira anche a sensibilizzare la comunità locale sull’importanza di preservare questo patrimonio storico e culturale, attraverso iniziative proposte da enti e associazioni che operano già in valle, rivolte a target diversi di possibili fruitori.

La Valle Stura di Demonte, situata tra le Alpi Marittime e le Alpi Cozie Meridionali, si sviluppa per oltre 60 km – dai 636 m di Borgo San Dalmazzo ai 1996 m del Colle della Maddalena (valico italo – francese) – lungo l’omonimo fiume e comprende 14 comuni.
Demonte è un abitato di origini pre-romane posto in un’ampia conca a metà della valle. Il suo nome deriva da “Edmunt” che nella parlata locale significa “lassù in alto, in mezzo ai monti”.
Il Forte della Consolata venne costruito a partire dal 1590 sulla collina detta “Podio”, rilievo posto a fronte dell’antico borgo di Demonte, per controllare il passaggio nella valle e difendere il territorio. Attualmente l’area interessata, su cui rimangono i ruderi testimoni dell’imponente costruzione e da cui si può ammirare un panorama spettacolare sulla valle e sulle montagne circostanti, è di proprietà della Regione Piemonte.
Percorso Tematico
Eventi dedicati
Venerdì 12 Dicembre 2025 – EVENTO CONCLUSIVO: Tavola Rotonda
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Sabato 29 Novembre 2025 – GARA DI ORIENTEERING PROMOZIONALE E DI ALLENAMENTO
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Domenica 21 Settembre 2025 – PERCORSO ESCURSIONISTICO TEMATICO – Un’iniziativa dedicata ad esplorare il legame essenziale tra il diritto alla salute e il diritto ad un ambiente sicuro “I Diritti in natura”
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Martedì 12 Agosto 2025 – PERCORSO ESCURSIONISTICO TEMATICO – Un’iniziativa dedicata ad esplorare il legame essenziale tra il diritto alla salute e il diritto ad un ambiente sicuro “I Diritti in natura”
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Domenica 13 Luglio 2025 – PERCORSO ESCURSIONISTICO TEMATICO – Un’iniziativa dedicata ad esplorare il legame essenziale tra il diritto alla salute e il diritto ad un ambiente sicuro “I Diritti in natura”
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Sabato 14 giugno 2025 – Passeggiata alla scoperta del nuovo sentiero tematico con la guida escursionistica Stefano Melchio
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Sabato 05 giugno 2025 – PERCORSO ESCURSIONISTICO TEMATICO – Un’iniziativa dedicata ad esplorare il legame essenziale tra il diritto alla salute e il diritto ad un ambiente sicuro “I Diritti in natura”
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ORIGINE GEOLOGICA
La Valle Stura di Demonte ha una storia geomorfologica complessa, segnata dall’interazione di processi tettonici, glaciali e fluviali. La sua formazione è legata all’orogenesi delle Alpi, iniziata circa 100 milioni di anni fa con la collisione tra la placca africana e quella eurasiatica.
Dalla valle principale si diramano importanti valloni laterali come il vallone dell’Arma, il vallone di Sant’Anna di Vinadio e il vallone dei Bagni di Vinadio.
La formazione della collina del “Podio” è strettamente legata all’evoluzione della Valle Stura, modellata dall’azione combinata delle forze tettoniche e dei processi erosivi e si sviluppa su un substrato costituito da rocce sedimentarie (calcari e dolomia) e metamorfiche (gneiss e scisti).
Dinamiche di modellamento del territorio
Negli ultimi 2,5 milioni di anni i ghiacciai alpini hanno modellato la valle Stura nel tipico profilo a U. All’incontro fra il ghiacciaio principale della valle Stura con quello del vallone dell’Arma, nella zona dove oggi sorge Demonte, si trova il “verrou” glaciale del Podio, che presenta due punte.
I “verrous” glaciali sono rilievi formati da rocce molto resistenti: quando un ghiacciaio vi passa sopra, leviga il lato di provenienza del ghiaccio e la parte sommitale, mentre lascia irregolare la superficie a valle. Circa 20.000 anni fa, la collina era ricoperta da ca. 500 metri di ghiaccio.
Con il ritiro dei ghiacci i processi fluviali hanno preso il sopravvento. L’azione del Fiume Stura e dei suoi affluenti hanno contribuito alla formazione di terrazzi fluviali, di profonde gole e di depositi alluvionali, che hanno modellato il paesaggio e condizionato l’evoluzione degli insediamenti umani.
Modificazioni recenti e impatto umano
Negli ultimi secoli l’espansione delle infrastrutture e l’urbanizzazione hanno inciso sull’aspetto della valle. La naturalità del corso fluviale è stata parzialmente compromessa a causa di interventi alle sponde e nel greto del fiume (sbarramenti, condutture, estrazione di ghiaia).
Il Forte della Consolata è un esempio di urbanizzazione dell’uomo che ha comportato modifiche significative alla morfologia della collina.
Gli interventi umani per la costruzione delle fortificazioni hanno alterato il profilo del rilievo con strade, scavi per depositi e gallerie, terrazzamenti a livelli digradanti, muri di consolidamento, bastionate.

FLORA E FAUNA
La posizione geografica della Valle Stura, unita alla vicinanza del Mar Mediterraneo e alla presenza di grandi barriere montuose, favorisce lo sviluppo di una flora particolarmente diversificata. Le Alpi Marittime, in particolare, sono riconosciute come uno dei territori più ricchi di biodiversità vegetale, ospitando numerose specie endemiche.
La zona di Demonte è caratterizzata da ambienti di transizione che sono tipici della media montagna; in particolare si aprono ampie porzioni di boschi misti inframmezzati da pascoli ancora sfruttati per l’agricoltura e l’allevamento. In questa frazione di territorio vivono caprioli, cervi, cinghiali, tassi, volpi, lepri e piccoli roditori.
I versanti della collina del Forte sono coperti da boschi di latifoglie, con prevalenza di querce e castagni. La presenza di queste specie arboree crea un ambiente ombreggiato, ideale per lo sviluppo di un sottobosco ricco di felci, muschi e arbusti.
Le radure e i margini dei boschi ospitano piante aromatiche e la varietà di microambienti presenti favorisce anche una notevole diversità floristica.
Per tutelare la complessità degli ambienti, le loro relazioni con le specie presenti e le interazioni con le attività antropiche, il tratto montano compreso tra Demonte e Roccasparvera, è stato designato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) IT1160036 “Stura di Demonte” ed è stata istituita la Zona di Speciale Conservazione (ZSC), che concorre alla realizzazione della Rete Natura 2000.
Nel SIC “Stura di Demonte” sono stati rilevati 20 ambienti di interesse comunitario, la maggior parte legati all’ambito fluviale, sia per la flora che per la fauna.
Il fiume Stura ospita popolamenti ittici (cavedano, trota marmorata, temolo e scazzone) e di macroinvertebrati, molto sensibili alle alterazioni ambientali e quindi piuttosto esigenti in fatto di qualità delle acque.
La Valle Stura di Demonte rappresenta uno dei principali corridoi di migrazione per l’avifauna conosciuti in Piemonte e la piana compresa tra i comuni di Gaiola e Vinadio costituisce un importante luogo di sosta.
Nel Sito e nelle sue immediate vicinanze sono attualmente note 121 specie di uccelli, pari al 32% di quelle piemontesi.
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